Addio Francoforte

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BCE di notte Francoforte

Non sapevo cosa aspettarmi ma io avevo un misto di sprovvista, emozione e rabbia. Ritenevo poco credibile che si fosse fatto 200km per “lasciarmi” o chiudere, ma la sensazione era completamente diversa anche dal credere che fosse venuto per “amore” o per aggiustare le cose. Salgo alla Stazione Centrale di FrancoforteAi??esattamente 4 mesi e mezzo dopo il nostro ultimo incontro lAi??, mi ricordavo tutto e mi sembrava di esserci stata il giorno prima. Il tempo vola in un modo indescrivibile. Il nostro ultimo incontro estivo in stazione, tra l’altro, coincide con il giorno piA? bello che abbiamo mai passato insieme.

Nonostante mi avesse aspettata per circa 4 ore, io mantengo un tono scazzato piA? a lungo che posso. Lui sembrava conciliante e abbastanza tenero, quantomeno tranquillo. Mi fa vedere al pc un articolo di giornale con una foto di un incidente, mi dice che A? un suo amico che A? morto a Sarajevo, e mercoledAi?? partirAi?? per andare al funerale. Inizio cosAi?? a deporre qualche arma e parte del mio atteggiamento. Facciamo due passi e andiamo a parlare in una cioccolateria. Mi fa l’elenco di tutte le cose che non vanno in me e nel nostro rapporto. Mi sentivo un po’ in colpa comunque. E soprattutto non volevo perderlo per niente al mondo in quel momento.

Per essere stato il nostro unico incontro in quei giorni, direi che A? stato piuttosto breve e insoddisfacente. Facevo i passi lenti a ritorno, per poter stare piA? tempo con lui, per parlare ancora, per aggrapparmi a quegli ultimi momenti insieme, perchA? presumibilmente sarebbero stati gli ultimi. Non A? neanche una persona che poi posso incontrare per strada, di cui posso sapere qualcosa, di cui posso avere notizie dagli amici, no. Quando chiudi storie del genere, lady-era pills le chiudi poi per sempre.

Una volta arrivati in stazione, mentre fa il biglietto di ritorno mi chiede di andare con lui a Duesseldorf, adesso. Come al nostro primo incontro mi chiese di andare con lui a Pechino il giorno dopo.

Gli dissi no, e lui non insistA?. Lo accompagnai al treno, ci salutammo con un bacio, ma fu tutto piA? veloce, confuso, triste, rispetto alla prima volta. Fu tutto cosAi??… finito. Tanto che, per la prima volta lui non mi disse “non dimenticarmi”.

Il treno partAi??, e io scesi a prendere la metro.

Gli ultimi due giorni li ho vissuti come un’anima in pena che ha perso tutto. La mia permanenza volgeva al termine e niente era andato come speravo. Si deve avere una grande attitudineAi??per partire con grande entusiasmo e riuscire a rovinare tutto il rovinabile ed io, modestie a parte, ho sempre mostrato una certa abilitAi?? in questo campo.

Feci la spesa delle cose che volevo portare in Italia, feci ancora qualche foto e qualche video, passai per i luoghi del centro che erano stati tanto significativi la prima volta. Passai sotto il portone della mia prima casa, chissAi?? chi c’era adesso. I locali sotto casa, che prima avevano tutti i tavoli fuori, adesso erano solo al chiuso ed Elefantengasse mi parve cosAi?? vuota e desolata. Le discoteche erano chiuse; perfino il Cocoon aveva chiuso, una delle discoteche piA? famose d’Europa in cui sarei voluta tornare cosAi?? tanto. In soli tre mesi era cambiato tutto.

Il lunedAi?? mi decisi che era il momento di andare a Duesseldorf, anche se ci avessi dovuto passare tre ore o solo una notte. Pensavo fosse il momento di dimostrargli qualcosa, soprattutto che a me importava, che ci tenevo, e che non volevo finisse cosAi??. Tornai di nuovo in stazione per vedere se c’erano biglietti meno cari, provai a contattarlo per dirglielo, ma non mi rispose in tempo. Solo verso le 21 ci sentimmo, e in fondo fu una bellissima telefonata. Il lunedAi?? era ormai passato quasi tutto, cosAi?? mi proposi per andare l’indomani da lui. Ma aveva deciso di andare al funerale dell’amico un giorno prima e quindi l’indomani mattina sarebbe partito per Sarajevo. Ora sAi?? che avevo perso tutto.

Il martedAi?? mattina partAi?? per l’Italia anche Giuseppe che mi ospitava, cosAi?? ci siamo salutati tra il sonno e le corse per prendere l’aereo. Io restai in stanza, sola, ad ascoltare la musica taglia-vene, quella adattissima per momenti del genere.

Uno degli ultimi giorni d’estate a Francoforte, ascoltai per strada un gruppo peruviano che suonava questa musica bellissima (il video non A? mio). Il giorno dopo, sempre d’estate, uscii con lui e riuscii a risentire quella stessa canzone mentre eravamo insieme e ci baciammo interminabilmente con quel sottofondo. Destino volle, che anche nei giorni natalizi disgraziati, quel gruppo fosse lAi??, a suonare la stessa canzone. Ma stavolta ero da sola ad ascoltarli e a pensare a ciA? che fu.

Non contenta, volli completare il quadretto salendo sulla terrazza della Zeil Galerie official canadian pharmacy reviews , altro posto fondamentale del nostro incontro. Destino volle anche qui che fosse chiusa. Niente piA? ricordi da ultima volta. Sapevo che a Francoforte non ci sarei piA? tornata, e per questo volevo vedere tutto per l’ultima volta. In fondo ero io che non ci volevo neanche piA? tornare.

Sapevo che la mia vita sarebbe stata tutt’altra dopo Natale, avevo avuto un’offerta da un’azienda della mia cittAi?? per poi andare in Cina, per cui non ci sarebbero state piA? capatine a Francoforte, weekend, incontri, relazioni d’amore recuperate per i capelli. Non ci sarebbe stato piA? niente di tutto ciA?.

Passai sotto la BCE e guardando il grattacielo pensai che sarebbe stato bello lavorare lAi??. ChissAi?? che un giorno, prima o poi….!

La mattina della partenza mi resi conto che avevo sbagliato orario dell’aereo, credevo partisse un’ora dopo rispetto a quello che mi ricordavo, cosAi?? sbagliai la sveglia, i tempi, e tutti i calcoli annessi e connessi dato che mi contraddistingue una furbizia non indifferente. Per fortuna riuscii comunque ad arrivare in tempo.

Ai controlli cai??i??era un ragazzo davanti a me in ginocchio che vomitava ininterrottamente in un sacchetto di plastica. Quando fu il mio turno feci suonare tutti i controlli possibili e immaginabili e, da bravi tedeschi, mi esplorarono in ogni dove alla ricerca di esplosivi, pistole, coltelli e compagnia bella.

L’aereo partAi?? con piA? di un’ora di ritardo. Non provai emozioni particolari di tristezza, in fondo non mi dispiaceva affatto tornare in Italia e finalmente mangiare qualcosa di decente che mi facesse riprendere dall’intossicazione che mi aveva distrutto lo stomaco. A Fiumicino mangiai un gelato e conobbi un ragazzo, poteva essere l’uomo della mia vita, ma non ci siamo scambiati alcun contatto per cui l’ho perso per sempre. Ai??Anche l’aereo da Fiumicino a Napoli partAi?? con la sua oretta e mezza di ritardo.

Credo sia stata la volta in cui sono stata piA? felice di tornare. Sentivo di essermi tolta un peso.

Ed ero e sono sicura, che Francoforte e la Germania, non le rivedrA? per molto, molto, molto, mooolto tempo.

 

E dopo Francoforte, che A? successo?Ai??

Dopo Francoforte non ho piA? voluto vedere Francoforte. Ma non mi ero mai accorta quante volte al giorno, fra BCE e la Borsa, venga passata ai tg a tutte le ore.

Dopo Francoforte ho cercato lavoro. In Svizzera, a Milano, A Venezia.

Dopo Francoforte ho avuto voglia di godermi la famiglia e voglia di ripartire ancora. Dopo Francoforte ho oscillato tra i deliri di onnipotenza e i “non valgo un cazzo”.

Dopo Francoforte la storia con lui A? continuata ancora un poai??i??, per poi avviarla del tutto sulla strada del “the end”. Quella persona non faceva decisamente per me, non avrei potuto sopportare un altro uomo acquario, sebbene lui abbia avuto una discreta importanza in quel pezzo della mia vita.

Dopo Francoforte ho avuto due concrete possibilitAi?? di ri-espatriare, una a Berlino e una verso HongKong. Forse non mi sento ancora pronta per il far east, e quindi ho colto Berlino. SAi??, partirA? per altri mesi per andare a lavorare lAi?? e in Cina mi riservano il posto anche per dopo. Io ero mangiata dai sensi di colpa per aver rinunciato alla Cina, ma ora che so che posso rigiocarmela sono piA? tranquilla.

E quindi sAi??, A? probabile che ci sarAi?? un nuovo pezzo di blog sulla nuova vita a Berlino. Ma la partenza A? prevista piA? in lAi??, magari ne darA? comunicazione proprio in questo spazio.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno letta e che mi hanno scritta (in particolare Federica P. la cui mail mi colpAi?? molto), ma prima di salutarvi temporaneamente, vi lascio un video dove ho riassunto i miei tre mesi francofortesi estivi. Ne avrei un altro anche sul ritorno invernale, ma non so se lo pubblicherA?.

Clicca qui–> Video “La mia Francoforte”Ai??

Francoforte