Che fare nel futuro?

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Sono ad un bivio che mi sta per causare una crisi esistenziale.
Ecco, è arrivato anche per me il momento della verità in cui vanno prese delle decisioni, non ho troppe informazioni a disposizione, e neanche tanto tempo.

Vorrei trovare lavori nei posti più disparati del mondo per vivere dei periodi in posti che mi piacciono. Ma questo non posso farlo. Vorrei restare quindi a Francoforte, o almeno in Germania. Su questo punto ci siamo, è già un’idea più chiara e concreta del “tutto il mondo” o “posti che mi piacciono girovagando per il mondo”.
Il bivio è: ho speso degli anni (e dei soldi) per studiare e laurearmi. L’ho fatto comunque con passione per fortuna. Quel pezzo di carta, per quanto inutile, l’ho preso con interesse, curiosità, critica, passione, rabbia e sconforto. Per fortuna è un tipo di laurea abbastanza ricercato per trovare lavoro ovunque nel mondo. Per cui non vorrei proprio buttarlo nel cesso tutto d’un pezzo, perchè mi piacerebbe lavorare con le cose che ho imparato e mi piacerebbe approfondirle ancora e ancora e diventare brava in quello che so.
Il problema qui è che richiedono una conoscenza molto alta del tedesco che io, al momento, non ho. Se voglio restare qui, dovrei tornare a settembre e mettermi a fare qualsiasi cosa da zero (cameriera, call center, turnista di notte, mc donald’s, …) per imparare la lingua e poi, forse all’alba dell’annetto passato a fare qualsiasi cosa per imparare la lingua, poter fare application per posti che mi interessano di più. Però avrò “perso” un anno (o forse più) in cose che difficilmente mi daranno un futuro, mi porteranno più lontana dalla mèta che vorrei raggiungere (almeno temporaneamente) e non mi “faranno curriculum” perchè non avranno alcuna attinenza con ciò che vorrei cercare dopo.
Di contro, in Italia, ho l’occasione di un buon posto in un ramo che mi interessa molto, pagato, con prospettive, in una città che mi ammazzerei solo a sentirla nominare (ma vabbè…). Se iniziassi con questo, però, non potrei neanche solo provare a fare qualsiasi altra cosa. Una volta che si inizia una carriera, poi sarebbe molto più difficile per me, lasciarla da un momento all’altro. Cosa che ora invece potrei permettermi di provare perchè non ho legami lavorativi nè sentimentali in nessun luogo della terra. Tutti mi dicono di sfruttare questa mancanza di legami perchè nella vita non sarà sempre così e dopo non potrò più permettermi di fare “quello che voglio”, o comunque non avrò la libertà mentale che ho oggi.
In più, mi hanno offerto uno stage gratis (ancora!) qui a Francoforte e per un orario piuttosto lungo che non mi consentirebbe nè di frequentare un corso agevolmente nè di lavoricchiare facendo qualsiasi cosa agevolmente (ma anche non agevolmente). Certo, mi consentirebbe di restare qui altri 3 mesi, ma io ho bisogno di lavorare ed essere pagata per stare qui ancora, non posso vivere di niente o di aria, o di sfruttamento.

Una persona molto intelligente e che purtroppo ho coltivato poco, mi ha detto che gli stage sono visti come una vacanza dalle aziende, e non fanno curriculum, a meno che non sono fatti in posti superfantasmagorici. Che fanno più impressione 6 mesi di lavoro da Mc Donald’s pagato, che tre stage non pagati in altri posti. Che gli stage non vanno accettati, che noi non abbiamo bisogno di stage ma di lavori. Che abbiamo bisogno di essere pagati (magari imparando) piuttosto che fare stage su stage non pagati. Che fare gli stage gratis o pagati una miseria ci porta ad un livello di dequalificazione professionale, perchè entriamo nell’ottica di essere lo stagista gratis e molto difficilmente riusciremo ad elevarci professionalmente in questi periodi. Che troppo spesso non si impara niente ma verremo sfruttati. Che difficilmente ci verrà affidato un compito interessante o di responsabilità perchè siamo solo “stagisti-non-pagati”, e che se ci uscirà mai un posto in quella divisione, non lo faranno sapere a me che ci ho fatto lo stage ma preferiranno sempre qualcun altro esterno che vuole quel lavoro in quanto non riescono ad elevare lo “stagista-non-pagato” a “lavoratore” o “possibile candidato a un lavoro interno“. Io ho trovato le sue riflessioni giustissime, così giuste da esser stata messa in crisi e non riuscire a pensare ad altro che a queste parole da giovedì/venerdì ad oggi.
Magari queste parole vi risulteranno solo cazzate, ma a me hanno aperto la mente e illuminato le giornate, quindi magari possono servire a qualcuno di voi che legge.
La conclusione è che non so che fare. Non so da dove cominciare. E in questo momento non so neanche da dove partire per chiarirmi le idee.
Fantastico.