16 cose tedesche che ho scoperto a Francoforte

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Skyline Francoforte

1) Riciclo bottiglie di plastica: a Francoforte (e in tutta la Germania) su moltissime bottiglie di plastica viene applicato il pfand. Cioè, vengono caricati 25cent a bottiglia sul prezzo finale. Poi, quando è finita la  bottiglia, la porti in uno qualsiasi dei supermercati (ne puoi portare 1 o 50) negli appositi macchinari per smaltirle e alla fine ti prendi uno scontrino dell’importo corrispondente alle bottiglie che hai portato (25cent a bottiglia) da spendere nello stesso supermercato.

2) Tedeschi e calcio: i tedeschi vivono per il calcio. Fanno un casino per questi Europei che a Napoli ho sentito solo per la semifinale e la finale del 2006. Loro, dalla prima vittoria con il Portogallo, fanno caroselli e casino in strada per più di un’ora come se avessero personalmente vinto la finale.

3) Tedeschi e alcol: i tedeschi ubriachi assumono atteggiamenti di socialità mediterranea, salvo dimenticarsi di averti conosciuto appena ridiventano sobri. Mi chiedo io: ma se da sobri siete chiusi e silenziosi, mentre da ubriachi perdete ogni dignità, è perché vorreste essere aperti e casinisti e vi reprimete da sobri, o perché l’alcol semplicemente, vi disinibisce?

4) Domenica tutto chiuso: la domenica scordatevi completamente di trovare qualche negozio aperto. O bar, ristorante, pub. E’ TUTTO chiuso. E anche se come me, non riuscite ad immaginare e concepire il concetto di TUTTO CHIUSO (io dopo due mesi ancora non ho interiorizzato questo concetto e cerco di smentirlo, invano, cercando un qualsiasi posto aperto) cercate di immaginarvelo.

5) Tedeschi e spesa: siccome nei festivi (qualsiasi essi siano) è tutto chiuso, nel prefestivo i tedeschi fanno razzìa di alimenti “come se il giorno dopo si dovesse scatenare una tempesta atomica” (questa la cito testualmente da una carinissima ragazza che ho conosciuto qui).

6) Creatività tedesca: i tedeschi valorizzano benissimo anche ciò che sarebbe bruttino o senza grande senso. Ad esempio, nonostante il fiume Meno sia marrone e dunque inavvicinabile anche solo a guardarlo, hanno fatto in modo che le rive siano piene di verde e con delle specie di pedane galleggianti/barche che fungono da locali, e che la gente vada lì a correre, rilassarsi, divertirsi, stendere e prendere il sole o passare semplicemente qualche ora in compagnia. Così come esiste un museo della Banca che per noi non è “arte” né “cultura” e non lo faremmo rientrare nel concetto di Museo.

7) Stranezze nel vestiario: per strada ho visto una volta un tizio vestito completamente da safari, perfino con il cappellino di conseguenza (giuro, ci sono testimoni di questa cosa), e ben tre volte (dev’essere la moda del momento qui) persone che camminano con le racchette da trekking in città. Non ci sarebbe niente di strano (nooo certo, chi non ha visto gente con le racchette per strada) se Francoforte fosse a mo’ di sentiero di montagna, ma dato che è piatta come Milano, almeno un sorriso di meraviglia te lo strappa.

8) Stranezze nel vestiario 2: Una volta ho visto un uomo al supermercato che ha comodamente parcheggiato la bicicletta dentro. Lo guardo in faccia: barba baffi e capelli bianchi. Scendo con lo sguardo: maglia nera e chiodo di pelle. Scendo ancora: gonna. Anzi, minigonna. Scendo ulteriormente: calze nere, e infine scarpe col tacco.

9) Tedeschi ed educazione: qui a Francoforte (cosa per fortuna non verificatasi in altre città) non si usa tenere la porta aperta quando si entra in più persone in un luogo. Chi entra, anche se tu sei dietro, te la sbatte letteralmente in faccia. Non capita praticamente mai che uno tenga la porta in segno di gentilezza. Così come nessuno si alza sui mezzi pubblici a cedere il posto se entra un anziano o una donna più grande.

10) Biglietto metro a Francoforte: nel fare il biglietto della metro non bisogna partire cliccando il tipo di corsa, ma il codice di dove vuoi andare, che è segnato nella tabella della macchinetta. Se devi restare a Francoforte, devi pigiare prima il 50 e poooi decidi il tipo di corsa da fare (singola, per gruppi, giornaliera, ecc…). Impossibile arrivarci a capirlo da soli, non vi sono neanche spiegazioni ad aiutare.

11) Spesa nei supermercati: fare la spesa in Germania costa davvero poco, forse un terzo dell’Italia. Si va negli Hard Discount (Aldi, Lidl, Penny Markt, Netto, ma anche Rewe non è costoso, mentre da Kaufhof e Karstadt c’è una maggior scelta di qualità ad un prezzo di poco maggiorato) e si comprano un sacco di cose a poco. La roba da mangiare, tra l’altro, è anche di qualità decente, spesso anche buona, spesso per nulla. E perfino con alcuni prodotti italiani.

12) Supermercato italiano Francoforte: se cercate un supermercato italiano a Francoforte c’è anche quello: si chiama Me.ta e sta dalle parti della Ostbahnof. Lì sembra proprio di stare in Italia, c’è tutto quello che ci sarebbe in un supermercato italiano e alcune cose costano addirittura meno che nei supermercati tedeschi. Altre no.

13) Maratona a Francoforte: qui ogni anno viene fatta una maratona organizzata dalla JP Morgan a cui partecipano migliaia di lavoratori con le maglie della propria azienda e veramente a tappeto ci vanno tutti. Anche due su tre dei miei coinquilini li ho visti tutti preparati per andare il pomeriggio e tornare a mezzanotte. E’ sfizioso vedere per strada i lavoratori dei negozi, dei centri commerciali in cui sei stata, tutti agghindati per le feste per la maratona. Quest’anno erano in 70.000, più del 10% di tutta la popolazione di Francoforte città. Naturalmente non mancano le polemiche su questo tipo di manifestazione. La polemica più in voga sul tema è stata: “chi paga per i lavoratori con dolori muscolari che per 4 giorni consecutivi sono meno produttivi?”

14) Lufthansa: è (era?) meno costosa dei low cost in tantissimi casi.

15) Francoforte e criminalità: avevo letto che Francoforte era la città tedesca con più criminalità, dove c’è il maggior traffico di droga, ecc. ecc.; poi in questi giorni ho letto un giornale e dicevano che l’ultimo omicidio risale a 9 mesi fa.

16) Estate a Francoforte: oggi vedendo l’orologio mi sono resa conto che alle 22,30 è ancora chiaro il cielo, non di quel blu con un sottilissimo filo di luce ma di quell’azzurro scuro, non già notturno. Mentre la settimana scorsa che sono andata a ballare in una discoteca, ho visto che alle 3,50 era già quasi giorno. Quindi presumiamo che l’alba inizi già dalle 3,30 per essere praticamente già luminoso prima delle 4. E’ molto bello, curioso e ti lascia a bocca aperta perché sono orari per noi insoliti. Ma a chi è sensibile gli si sballa un po’ il bioritmo.