Felice a Berlino

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Alba Berlino

Ho pensato a Berlino per 20 anni.

Non ho più avuto occasione di ritornarci per svariati motivi, ma oggi sto recuperando il tempo perduto.

Durante la settimana lavoro ogni giorno. Dopo il lavoro e nei weekend vado in giro a perdermi per le strade di Berlino e a scoprire tutto ciò che posso scoprire. Ora che di giri ne ho fatti, posso dire che le cose più belle le ho viste quando mi sono persa, quando non sono riuscita a trovare la strada sulla mappa e sono andata in giro a zonzo stupendomi di tutto ciò che mi circondava. Ad onor del vero, devo dire che le cose che ho visto quando mi sono persa, non sono mai più riuscite a vederle dopo. Anche se volevo approfondirle e ritornarci con tanto di cartina… nulla.

La prima volta che ho sentito una sensazione immensa di felicità è stato al mio secondo weekend quando sono uscita con un ragazzo che conobbi a Napoli alcuni anni fa e che vive a Berlino da un po’. Era la prima volta che andavo a Warschauerstrasse, la zona dei giovani, la metro strabordante di ragazzi, la fermata piena di gruppetti che si ritrovano, e un’artista di strada bravissima che intonava una canzone di Adelle. Attraverso il ponte in questo marasma, guardo a destra con la stazione della S-bahn sotto, e a sinistra l’edificio della O2 con in lontananza l’immancabile torre di Alexanderplatz. Quella è stata la prima volta che ho sentito pervadermi da una felicità disarmante e ho pensato con tutto il cuore: “che figata immane questa città”. Pensavo ai weekend passati in Italia e mi sono ritenuta molto, molto, molto fortunata. Soprattutto ho pensato che quella stessa passeggiata, solo due mesi più tardi, non sarebbe stata così fantastica per via del freddo.

Durante i miei giri successivi ho iniziato a pensare che Berlino fosse piena di scorci perfetti, momenti perfetti, giorni perfetti. Ho voluto godermi le cose con un’intensità e una tranquillità a me sconosciuti.

Sono tornata sul ponte di Warschauer al tramonto per fare delle foto, ho scrutato il tramonto dalla fermata di Jannowitzbruecke, ho passato le mattine prima di andare al lavoro davanti all’isola dei Musei a fare foto in totale solitudine. Solo io, qualche gabbiano, il fiume e il post-alba.

Ho passato un sabato mattina all’ex aeroporto di Tempelhof, che ora hanno riqualificato in parco pur lasciando le sembianze di un aeroporto. Ho girato la pista in lungo e largo, ho visto i genitori che insegnavano ai figli di forse neanche 2 anni ad andare in bicicletta. Mi sono seduta sul prato a guardare il cielo e l’infinito, in sottofondo la canzone “Another love”, e ho pensato “Che momento perfetto. Questa città è piena di momenti perfetti”. Ho passato un pomeriggio autunnale al Treptower Park, una giornata meravigliosa con colori stupendi. Io non avevo più idea dell’autunno perché a Napoli si passa dall’estate ad una copia di un semi inverno, ma quei colori non ci sono. Distese di alberi rossi, gialli, qualcuno ancora verde. Tutto a picco sul fiume, gente che gioca e si diverte. Ho visto il verdissimo Tiergarten arrivandoci con la S-Bahn sopraelevata che domina la città, in un’inaspettata giornata stupenda di ottobre. Ancora una volta, ho vissuto tutto con lo spirito dell’ultima volta perché il clima mi era descritto da tutti come inclemente, e queste passeggiate e questi scorci sarebbero durati ben poco ancora. Peccato, forse potevo scegliere un’altra stagione. O forse è perfetto anche questo così.

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E’ perfetto mettersi davanti alla Porta di Brandenburgo la sera e guardarla in ammirazione mentre i turisti scattano mille foto. E’ perfetto girarsi di spalle e vedere in lontananza la Siegessaeule che domina la città. E’ perfetto trovarsi nel mezzo del festival delle luci e vedere la porta di Brandenburgo illuminata dai colori e i disegni più strani, vedere proiettati sui palazzi di Potsdamer Platz figure divertenti, e sul palazzo che domina il cimitero ebraico la scritta “Ich bin ein Berliner”.

ich bin ein berliner

Berlino mi ha dato una felicità unica, mi ha dato voglia di vivere, di creare, di costruire. Mi ha fatto venire idee, mi ha fatto pensare di aver trovato la città perfetta. Al lavoro, dopo un periodo in cui tutto andava a rotoli e ho pensato di chiuderla lì e tornare in Italia, ho scoperto l’armonia, il divertimento, la curiosità per le vite e le culture degli altri. Mi ha fatto avere un sorriso perenne stampato sul volto, ma è soprattutto una sensazione che ti pervade e che neanche tu capisci cos’è. Capisci solo che ti galvanizza, ti sovraeccita che di botto ti fa capire che significa vivere. Come forse non lo hai mai saputo prima.

Una domenica sera sono tornata a casa, ho preso la mia coinquilina Eylem e le ho detto: “io mi sento innamorata di questa città”. Eylem mi guarda con un sorriso incredulo ed inebetito: “cosa ti piace così tanto?”.

“Non lo so, c’è qualcosa in questa città… non so neanche io cos’è… ma mi fa sentire felice”.

Berlino
  • wow, che entusiasmo!!! Quando leggo i tuoi post, viaggio un pò anch’io e ripercorro con i ricordi alcuni posti che hai descritto…prima o poi devo tornarci a Berlino, ho lasciato troppe cose non viste!!!