Incontri che cambiano tutto

13
Hauptwache Francoforte

Il 30 luglio ho scritto un post depresso su cosa fare nel futuro, con tutta l’indecisione e la confusione che il momento e la situazione portano con sè. Esattamente il 30 luglio, una riga del mio post recita:
Cosa che ora invece potrei permettermi di provare perchè non ho legami lavorativi nè sentimentali in nessun luogo della terra. Tutti mi dicono di sfruttare questa mancanza di legami perchè nella vita non sarà sempre così e dopo non potrò più permettermi di fare “quello che voglio”, o comunque non avrò la libertà mentale che ho oggi”.
Proprio il giorno dopo, il 31 ho fatto l’incontro che ha cambiato tutto.
Ero allo stand della Italienische Woche con gli altri ragazzi stagisti. Era l’ultimo giorno del mio stage. L’ultima mezz’ora, le 18;30 di martedi 31 luglio. Alle 19 avremmo chiuso e io per quel giorno avevo chiesto tassativamente il turno di mattina dalle 11 alle 15, e invece mi hanno chiesto di spostare il turno al pomeriggio. Io dissi di sì e feci il mio dovere. Ma davvero non ci volevo andare e prima di confermare ci pensai non poco.
Ebbene, in quell’ultima mezz’ora si avvicina LUI al nostro stand. Alto, carino, quasi-biondo, giovane (l’età media dei tedeschi che venivano da noi era circa 97anni). Non ricordo cosa mi chiese in particolare. Ricordo solo che appena l’ho visto ho sentito qualcosa di irrazionale che mi spingeva verso di lui e abbiamo iniziato a parlare. Io ho cercato di trattenerlo più che potevo, non sapevo più che dirgli per farmi invitare ad un incontro successivo, ma chiedergli “cosa fai nel weekend?” è stata una mossa decisamente buona. Lui mi ha invitata per un caffè per il giorno stesso, quando avrei smesso di lavorare, mi disse che mi avrebbe aspettata.
Eravamo affiatati e contenti quando parlavamo.
La ragazza che era con me allo stand e ha assistito alla scena è rimasta estasiata: “eravate bellissimi, ma lui ha perso proprio la testa, che colpo di fulmine meraviglioso. Si vede che c’è già qualcosa”. Dopo 10 minuti ritorna allo stand LUI, per dirmi a che bar lo troverò esattamente (dietro a dove lavoro), e l’altra ragazza continua a dire “questo è già pazzo di te, ma lo hai visto? è impazzito” 🙂
Poi ci siamo visti al bar dove abbiamo passato buona parte della sera insieme. E’ nato e cresciuto in Germania ma ha il padre di Sarajevo e la madre italo-croata, vive a Duesseldorf e fa lo steward sui voli per l’Asia, ma lavora dall’aeroporto di Francoforte e fa il “pendolare” Duesseldorf-Francoforte ogni volta. Era a Francoforte perchè aveva fatto il volo di rientro ed e doveva fare delle pratiche al Consolato bosniaco che, però, trovò chiuso e allora fece un giro in città. Un giro che lo ha portato a me.

Il giorno dopo aveva il volo di partenza per la Cina e sono andata in aeroporto a salutarlo. Mi chiese di partire con lui, in fondo si trattava solo di un giorno e mezzo. Sinceramente ci ho pensato, ma mi sarebbe servito il visto che non avevo, avrei dovuto cambiare soldi in yuan, e all’annuncio della notizia alla mia famiglia avrei probabilmente procurato un doppio infarto ad entrambi. Mi immaginavo la situazione: “ciao papà, io sto andado a Pechino con uno sconosciuto, torno dopodomani, poi vi racconto”. In sèguito ci siamo visti ancora, e ancora, e ancora. Il tempo è stato poco, 9 giorni, ma intenso e bellissimo. Quel colpo di fulmine si è rivelata una cosa stupenda, la cosa più bella che mi ha regalato Francoforte. Quando sono partita io per tornare a Napoli è venuto lui all’aeroporto a salutarmi, regalandomi anche questa scena finale da film.
Io già non volevo partire e volevo solo tornare a Francoforte. Adesso che ho conosciuto lui è tutto ancora più difficile. Le parole sono state tante, dal “vengo in Italia voglio stare con te” al “mandami un sms per i giorni che vuoi che venga e io parto” al “mi raccomando, non ti dimenticare di me”. Vorrei tanto che fossero parole sincere e che fossero seguite dai fatti, ma sono consapevole anche sono frasi che si dicono e che frasi di questo tipo ne ho avute a valanghe in passato e sono sempre state solo parole. Spero tanto che lo rivedrò e che la magia del  nostro incontro non si sia esaurita a Francoforte, sarebbe troppo presto e troppo triste.
Non so come andrà, ma so che è stata la cosa più bella della mia Francoforte. E pensare che io, a quella “Settimana Italiana” al turno di pomeriggio, quel giorno, non ci volevo neanche andare…

Francoforte