Infelice a Berlino

12
Berlino da Warschauer

Verso lo scadere del terzo mese, lai??i??innamoramento da fette di prosciutti sugli occhi, diventa un voler cogliere maggiormente il vero spirito e la vera vivibilitAi?? del posto in cui stai trascorrendo la vita. Le fette di prosciutto iniziano a squarciarsi, i paragoni diventano inesorabili, volersi integrare davvero diventa un percorso naturale e la domandina di rito ti batte sempre in testa: ai???ma io qui ci vivrei per sempre?ai???.

Al telefono con mio padre la sera.
Lui: ai???ma usi sempre la bicicletta per andare al lavoro?ai???
Io: ai???sAi??, per oraai???
Lui: ai???ma non fa freddo?ai???
Io: ai???non ancora da non poterla usareai???
Lui: ai???ma le rubano?ai???
Io: ai???sAi?? e anche tanto, mi hanno detto. Come in tutte le cittAi?? del mondoai???
Lui: ai???e a te ancora non te lai??i??hanno rubata?ai???
Io: ai???no, non ancoraai???

La mattina seguente scendo per andare al lavoro. In bici. Lai??i??avevo parcheggiata di fronte al portone, agganciata ad un segnale stradale mobile. La scena che mi si palesa davanti A? la seguente: il segnale stradale spezzato in due e lasciato a terra. ladyera Della mia bici nessuna traccia. Inizialmente credo di avere un vuoto di memoria sul dove lai??i??avessi parcheggiata. In fondo A? una cosa che mi capitava fin troppo di frequente. Cerco di guardarmi intorno, magari il segnale stradale si A? accidentalmente rotto e la mia bici hanno avuto premura di metterla a lato da qualche parte. Nulla. Tutte le sante mattine cai??i??erano gli operai che stavano rifacendo la strada davanti al palazzo, ed erano sempre giAi?? allai??i??opera quando scendevo. Volevo cercarli per capire se qualcuno avesse visto, ma proprio quella mattina non cai??i??era nessuno.

Ed A? praticamente con questo episodio che inizia la mia infelicitAi?? berlinese.

Successivamente seguono colloqui andati male e comunicazioni di rifiuto di cv.
La formula A? sempre la stessa quando ti rifiutano. Che la mail sia 5 o 20 righe, la frase chiave A? sempre: ai???Wir mussen Ihnen leider mitteilen dassai??i??ai??? (purtroppo dobbiamo comunicarle cheai??i??).
Di qualsiasi mail il mio sguardo riusciva subito a cogliere le parole chiave, quel leider mitteilen bastardo. Ormai non leggevo piA? tutto il panegirico dellai??i?? ai???il suo colloquio A? stato davvero buono ed interessante (ai??i??) a causa dellai??i??alto numero di applicanti (ai??i??), la scelta, ci creda, non A? stata facile (ai??i??), abbiamo trovato in lei una persona preparata e affidabile (ai??i??), siamo sicuri che non tarderAi?? a trovare un ottimo lavoro (ai??i??), no! Mi bastava un nano secondo per cogliere subito lai??i??ennesimo leider mitteilen. Di lavoro non ce nai??i??A?. Di concorrenza ce nai??i??A? fin troppa.
Un altro no, lai??i??ennesimo no. Lai??i??ennesimo posto che per me non cai??i??A?. Lai??i??ennesima ricerca da iniziare daccapo per altri lavori che non ci sono. L’ennesima lettera motivazionale personalizzata, che scriverla in tedesco ti fa uscire le emorroidi facciali. Passi qualche secondo di sconforto fissando lo schermo e poi ti dici di andare avanti e tentare ancora se no A? la fine. Inizi a capire che tanto sarAi?? abbastanza inutile e sai giAi?? come finirAi??. E allora pensi che siccome il tempo A? poco, A? meglio che ti godi quel tempo al meglio che puoi: uscire, divertirsi, scoprire la cittAi??, passeggiare, godersi ogni angolo ed ogni attimo, perchAi?? la cosa sta per finire e non ci sarAi?? nessun dopo, nessuna seconda chance.
Guardi fuori e sai giAi?? che stai per perdere tutto quello che hai avuto qui. Lavoro, amicizie, simpatie, routine, panorami, scoperte. Tutto. Perderai tutto. E in Italia tutto ciA? sarAi?? solo un bel ricordo da raccontare agli amici.

E lui.
Lui che mi sfugge e sta sempre solo con lei quando prima stava con me e stavamo costruendo almeno unai??i??amicizia.
Loro che mi fanno venire ansia solo a guardarli. Lei che lo cerca per ogni cosa, lui che le va dietro in ogni momento.
Io che entro al coworking e li vedo insieme o vicini. Io che vado in cucina e li vedo insieme, sempre insieme. Io che esco fuori a prendere aria e a fare una chiacchiera con gli italiani e loro che fumano insieme. Escono a fumare insieme, rientrano insieme. Lei che entra in stanza per vedere se cai??i??A? e per marcarselo a dovere. Lei che parla tedesco stretto e veloce quando siamo tutti e tre, per estromettermi dalla conversazione. Come se io non fossi giAi?? abbastanza perdente su tutto il resto.
Io che cerco di restare piA? a lungo al lavoro sperando di poter stare sola con lui, e lei che resta piA? di me vincendo per sfinimento. E loro che ridono, e lui che la cerca quando prima cercava me.
Lui che mi aveva detto di sentire un legame con me, e che questo ai???legameai??? A? magicamente sparito o non ha alcuna voglia di saldarlo. Lei che mi sembra il suo mastino e che non lo lascia neanche un attimo, e lui che A? diventato il suo cagnolino. Ogni giorno, lai??i??ossessione di lei mi mette ansia e pressione.
Io che voglio fargli un gesto e non trovo mai spazio perchAi?? lei A? sempre perennemente davanti ai coglioni. Io che se voglio parlargli, devo prima trovare un modo di far allontanare lei. Lei che non si schioda da vicino a lui neanche per andare al cesso. Lui che mi scrive su whatsapp nella stessa stanza perchAi?? non ha neanche piA? diritto alla parola o le palle per dirmi le cose in faccia. Mi sembra surreale tutta la diabolica pianificazione di lei, il caderci di lui, io che devo assistere a questo teatrino impietoso in cui sono passata da attrice non protagonista a spettatrice forzata.
Ogni giorno, loro che stanno insieme, mi palesano tutto il mio fallire.
Insieme ai continui leider mitteilen, ai drogati della metro a cui devo stare attenta, a quelli che si bucano per strada mentre passo che mi fanno venire i conati di vomito, a quelli che si credono artisti perchAi?? vivono a Berlino e fotografano uno stenditoio di panni al contrario per strada.

Sarei voluta scappare via, spezzare quel circolo vizioso. Ma non potevo. Se no perdevo la borsa di studio e lai??i??esperienza lAi?? e, forse, qualche opportunitAi??. Avrei dovuto ridare qualche migliaio di euro indietro. La mia felicitAi?? valeva tot ai??i??? I soldi comprano la gente e ti fanno restare attaccato ad un posto perchAi?? non hai scelta. Come li ridA? 4000ai??i?? che non ho? Dove li trovo in un mese? E quindi niente, stringi i denti e vai avanti anche se tutti i tuoi sogni ti stanno cadendo a pezzi addosso. I soldi cambiano la testa della gente, ti fanno accettare lai??i??inaccettabile.

La mia infelicitAi?? era anche in metro.
Era guardando tutti quei drogati, tutti quei pazzi, tutti quegli artisti perdigiorno che vorrei capire di artistico cosa fanno a parte ascoltare jazz in qualche posto, fumare erba e fare le foto con lai??i??Iphone.
La mia infelicitAi?? era pensare a come stanno riducendo questa cittAi?? dove la storia ti invade qualsiasi cosa tu faccia e questo non interessa che al 10% dei nuovi arrivati.
Eai??i?? capire di aver amato un posto per 20 anni e trovarlo completamente diverso.
Eai??i?? sapere di non avere futuro qui e di avere un presente che non funziona piA?. Eai??i?? non sapere se questo A? il posto che mi farAi?? realizzare i miei sogni, o se non sarebbe meglio tornare in Italia.
Eai??i?? vedere i miei connazionali drogati fino al midollo e chiedermi se le famiglie sappiano, o stanno a casa ad illudersi che il figlio stia concludendo qualcosa a Berlino dicendo nelle classiche chiacchiere allai??i??amico di quartiere ai???mio figlio sta a Berlino, sta cercando lavoroai???. Tuo figlio non sta cercando nessun lavoro, sta cercando una pasticca piA? potente di quella che si A? preso il weekend scorso.

Forse passare ogni giorno per Kottbusser Tor (zona ad alta densitAi?? di drogati/spaccio/pazzi) mi ha fatto avere uno spaccato peggiore della cittAi??. O semplicemente il piA? vero della vita. list of online pharmacy in india

Berlino