La tempesta (im)perfetta

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Tempesta Berlino

VenerdAi?? 6 dicembre: lai??i??uragano, tempesta, fine-del-mondo Xaver si abbatte sullai??i??Europa. E dove precisamente? Ma (anche) sulla Germania, ovvio!

Il pomeriggio precedente si parlava di tempesta in arrivo, lavoratori mandati a casa, allarmi a destra e sinistra, cosAi?? meditammo bene di affrettare lai??i??uscita. Io imbacuccata e pronta: ai???Luca qua stanno dando gli allarmi, andiamocene prima che venga la tempai??i??(BOBOOOOOOOOM ai??i?? segue rumore di tempesta tropicale) ecco, appunto dicevoai???.
Ma fu di venerdAi?? che si scatenA? la tempesta.
Al risveglio vidi un cielo nero, aria di uragano, e alberi piegati dal vento come fossero bandieruole. Alla finestra vidi persone che andavano a correre in pantaloncini, gente che procedeva in bici, persone che camminavano con i passeggini neanche fosse agosto.
Io non lai??i??avevo ancora vista, e avevo pregato per vederla. E finalmente la vidi scendere dal cielo, bianca, soffice e svolazzante in aria: lei, la signora neve. Rimasi incantata ed affascinata alla finestra con un sorriso stampato in faccia a fare foto, mentre sapevo che tutti intorno a me smadonnavano per il disagio da essa provocato e le varie limitazioni che ne conseguivano.
Allai??i??inizio era mista ad acqua e non attaccava, poi pian piano, Berlino sai??i??imbiancA?. Lai??i??avevo vista anche cosAi??, finalmente. Ora sAi?? che avevo visto tutto, ed era bellissima.
Scesi per andare al lavoro, e mi resi conto che la neve era sAi??, esattamente una rottura di balle.
Fai attenzione a non scivolare, cai??i??era vento, venivi investito dalla neve da ogni lato e l’ombrello si piegava trascinandoti finchA? non decidi di chiuderlo e di proseguire cosAi??, sentendoti Rambo e facendo attenzione a non scivolare. Quella strada non mi era mai sembrata cosAi?? lunga, sembrava di non arrivare mai.
Arrivai al lavoro zeppa di neve dai capelli alle sopracciglia alla faccia, attirando i sorrisi compassionevoli dei piA?. Quel giorno eravamo in quattro/cinque, tra cui la mia polpettina piA? bello del solito, e la rompicoglioni fuori dai coglioni. Alleluja, ci voleva Xaver per farla restare a casa, sia benedetto Xaver!

Stavo per andare via al termine del lavoro, lai??i??ultimo bicchiere dai??i??acqua in cucina e poi via.
Ma in cucina cai??i??era lui, finalmente solo, forse era la mia occasione. Ma io non voglio fare lo zerbino, ora me ne vado, me ne vado, sto andando, vado eh, 1..2ai??i??.. due e un quarto, due e mezzo, (no me ne devo andare davvero, ultimo sorso e ciao), due e tre quaaaaarti, tre! ai???Mario come va?ai??? (cogliona te ne stavi andando, capacitAi?? di resistenza zero, vero?) ai???bene, benissimo, perchAi??ai???. ai???Ti vedo un poai??i?? triste, giA?ai???, ai???no no, proprio oggi mi sento benissimo, proprio oggi niente che non vadaai???.
IniziA? cosAi?? la nostra chiacchierata, alle 18:20 di un venerdAi?? di tempesta. Ed io rimasi, sAi?? che rimasi.
E mi fece vedere i video su youtube sul capodanno a Neukoelln, e io gli feci vedere quelli di Napoli.
E mi parlA? della sua non integrazione al lavoro, del suo essere lasciato da parte ed escluso, ed io lo consolai.
E mi disse qualcosa di un qualcuno che era geloso da quando lAi?? cai??i??era anche la zecca, e del magnifico rapporto che avevano, e di quanto li lasciassero soli da quando cai??i??era lei, e quanto fossero gelosi e invidiosi dello stupendo ed irripetibile rapporto che avevano i due. Considerando che io non capivo una cippa quando parlava, ma avevo colto il senso, la gelosia e tutto il resto, ma non avevo capito DI CHI stesse parlando. Ovviamente pensavo che stesse parlando di me, anche se fino ad un secondo fa stavamo parlando di Sepehr. Parla di Sepehr geloso, o di me gelosa? Che io gelosa ci sta tutto eh, perA? io devo negarlo fino alla morte e non posso credere che me ne parli cosAi?? sfacciatamente. O che se ne sia accorto cosAi?? limpidamente, lui, lei e le mie figure di merda.
Indagavo: ai???Ma chi geloso, SEPEHR, di voi?ai???. Una di quelle domande che andrebbe risposta con un sAi?? o un no, e POI aggiungere qualcosa. E invece no, lui attaccava un pippone di cui io continuavo a non capire se parlasse di me o di lui e richiedevo. ai???Ma Sepehr geloso di voi?ai???. Alla fine credo cheai??i??sAi??, stesse parlando di lui.

Gli altri due reduci del lavoro se ne andarono, ed io rimasi sola con lui in tutto il coworking.
E gli parlai, e mi parlA?, e mi aprii e si aprAi??. Eai??i?? incredibile quanta fiducia io abbia preso, quanto ormai con lui parli a ruota libera perfino dei miei sentimenti, senza freni, senza la minima vergogna. Berlino mi ha tolto ogni vergogna.
E gli dissi qualcosa di mio di molto privato, e gli dissi che quindi volevo vivere, volevo godermi quei giorni, magari insieme a lui, e che volevo fare qualcosa insieme. E lui sembrA? partecipe: ai???SAi??, bello il museo della tecnica, possiamo andare, possiamo fare qualcosa insiemeai???. E mi disse che si era lasciato con la ragazza ad ottobre, e che non era triste, che lei non gli dava attenzioni che non gli dava piA? niente. Ma che a lui andava bene. Ed io ero in paradiso. PerchAi?? lui A? cosAi?? bello e dolce, perchAi?? stavo ottenendo gli ultimi giorni, ciA? che speravo da due mesi. Ed ero anche arrabbiata, perchAi?? se non ci fosse stata quella stupida zecca, lui poteva essere mio molto prima.
Ad ottobre quella sera si mise quasi a piangere perchAi?? con la ragazza stava finendo, e adesso sembra tutto contento e sollevato come se non gli importasse. E poi: me lo vuoi dire che ti sei lasciato, cosAi?? ti potevo martellare per bene invece di voler rispettare questo rapporto inesistente?
E poi mi invita a cenare qualcosa insieme, e in un locale lAi?? vicino dove deve incontrare la sua ex ex perchAi?? il padre A? morto un mesetto fa, ai???ma tu puoi venire se vuoi, non devo stare solo con lei, ci sono le sue amicheai???. Ed io vado. Eai??i?? ai???ah, probabilmente ci raggiunge anche Zeccaai???
ZECCA???
ZECCAAAAAAA!!!!
Ma perchAi?? deve venire pure quella? Che bisogno cai??i??A? di invitarla se dovevi stare con la tua ex, se ora stai con me, se voglio fare una cazzo di cosa con te senza lo spettro di quel mastino sul collo!

E quando arriva la terza incomoda lui si premura di dirle: ai???Sai, noi vogliamo fare qualcosa insieme questa settimana, o andiamo al museo della tecnica o a quello di fotografia, vuoi venire pure tu?ai???. Ma io ho invitato te, coglione. Se non ci vuoi venire dimmi no e basta, non invitare lei che io non lai??i??ho proprio inclusa nellai??i??invito ed era lai??i??ultimo dei miei pensieri includerla. Coglione! Coglione tu che non ti sai comportare, e cogliona lei che A? sempre pronta a rompere le palle. E cogliona io che spero ancora di trovare un barlume di qualcosa in te. Andateci voi a sto cazzo di museo, statevi addosso con questo vostro attaccamento malato e di merda, e poi andatevene pure affanculo! Soprattutto affanculo!

ai???Io vado a casaai??? dissi, ai???sAi?? adesso andiamo tuttiai???.
Loro ovviamente abitano nella stessa direzione ed io in quella opposta, per cui lei si premura di dirmi che ai???NOI andiamo insieme di qua, tu abiti di lAi?? (indicandomi la direzione col dito)ai???. ai???Lo so (zecca di merda, non avevo alcuna intenzione di stare con voi) ma volevo salutarvi (cari zecca di merda e coglione di merda)ai???.

Tornai a casa. Contenta di essere riuscita a stare con lui e ad averci parlato. Ma completamente certa di aver combattuto una cosa inutile che mi vede perdente su ogni fronte. Certa che non ci sarAi?? nessun museo, nessuna cosa divertente insieme, nessuna mostra. Certa che non ho piA? tempo e certa che ormai A? andata cosAi??.
Certa che nei giorni a venire non recupererA? nulla, e che quella giornata resterAi?? il mio ultimo ricordo bello di lui. Certa che doveva esserci questai??i??ultima cosa bella perchA? finisse.
Il giorno della tempesta.. ladyera buy pfizer viagra 50 mg