Milano di notte

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Duomo Milano notte

Io ho la passione per le albe, i tramonti, i paesaggi e le cose un po’ “diverse”.

E poi mi prendo un sacco di fissazioni di cose che devo fare assolutamente. Una di queste era vedere l’alba a Milano e scoprire la città mentre dorme, mentre ero stata abituata sempre a vederla in grosso movimento. Forse la molla mi è scattata quando, passando per il Duomo la mattina presto per andare al lavoro, ho iniziato a vedere una luce e un ambiente circostante diversi dagli altri momenti della giornata.

Così ho convinto quel santo del mio coinquilino a portarmi una notte in giro per Milano in bicicletta.

Innanzitutto ho notato la notevole facilità d’utilizzo della bicicletta in città. La città svuotata, poi, ha facilitato il resto, evitando che la cronaca nera parlasse dell’ennesimo episodio di ciclisti falciati sulla strada, noi.

Inizialmente abbiamo fatto una serata da persone  normali, raggiungendo in bici dei suoi amici per locali; la sensazione di libertà che ti dà la bicicletta è una cosa difficilmente riscontrabile in altre cose. Forse nel paracadutismo, ma quello lo devo ancora provare. A me, nello specifico di quella serata, diede anche un senso di ridicolaggine dato che il sellino era altissimo e io sono alta un metro e un cacio. Da seduta non riuscivo neanche ad accompagnare la pedalata completamente, dovendo così passare la maggior parte del percorso pedalando in piedi.

Abbiamo poi percorso dei parchi di notte e, anche lì, ero sicura di finire al telegiornale con “ragazza violentata in un parco di Milano. Erano in bicicletta alle 3 di notte, immobilizzato lui, presa lei”, e immaginavo tutti i commenti dell’Italia bene: “eeeeh ma vanno alle 3 di notte nei parchi”, “eeeeh ma se la sono cercata”, “eeeeh ma si sapeva che succedeva, sti due cretini”, “eeeeh, ma uno alle 3 di notte non ha niente di meglio da fare che andare in bicicletta in zone isolate di Milano?”.

No, non avevamo niente di meglio da fare, perché quello che abbiamo fatto era di per sé molto bello.

Però abbiamo ragionato su quanto storie di cronaca di questo tipo, distorcano la visione delle cose e non ti facciano godere appieno una cosa che dovrebbe essere libera e normale.

Dalle 4 alle 5 siamo poi tornati a casa a mangiare e riposarci, per essere pronti per l’alba.

Siamo scesi da casa per Porta Venezia, San Babila e il Duomo. Non c’era ormai più nessuno. Solo il camion della spazzatura in Duomo, una piccola volante annoiata della polizia, e un cingalese davanti alla galleria.

A Piazza Affari, invece, abbiamo scoperto che c’è un gruppo misto di adulti che fa le prove di un ballo argentino di cui mi sfugge il nome (no, non è il Tango) che forse rientrano in prove teatrali più ampie. Siamo rimasti lì a guardarli un bel po’. Quella piazza e quel posto ci diedero un senso di pace e serenità enormi. Passando anche per Cordusio e Cairoli ho scoperto una città diversa, finalmente calma, non stressata, senza tutta quella merce a disposizione da dover comprare, cose da dover fare, negozi in cui entrare, lavori da finire, appuntamenti a cui correre, banche in cui sbrigare le solite cose. C’era solo la notte e il rumore delle biciclette nel vento. Null’altro a turbare la nostra quiete.

Il culmine della passeggiata in bici è stata piazza Duomo. Volevo sedermi su quei marmi centrali, ma c’era una quantità di zanzare da fare invidia al Mali, me le sentivo ovunque e mi sono chiesta: “ma sono le 5:30, le zanzare quando cazzo dormono?”, io non ho mai visto una zanzare dormire, quelle milanesi poi, hanno la fissa del lavoro come gli umani. Fanno anche gli straordinari, le notti e i weekend. Si pagano anche i contributi all’INPS.

Lì, in un silenzio totale, sono riuscita a vedere albeggiare e poi diventare giorno. Lì, abbiamo fatto un ultimo giro nella Galleria, completamente vuota e liscia. Perfetta per un giro in bici.

Il mio coinquilino era un habituè di giri del genere a Milano e lo ha fatto anche a Berlino. Mi ha promesso che lo rifaremo anche lì, quando mi verrà a trovare.

Certi di aver fatto qualcosa di bello e che non potremmo ripetere a breve, siamo poi tornati a casa. Abbiamo fatto colazione, e poi ognuno a dormire.