Museo della comunicazione di Francoforte (con video)

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museo comunicazione francoforte

Giorni fa or sono, siamo andati al Museo della Comunicazione di Francoforte e anche questa è stata una delle mie brillanti idee.

Il Museo ha un piano superiore ed uno inferiore. Noi ci siamo approcciati al piano superiore dove il punto massimo di arte è rappresentato da: 1) Un televisiore di nuova generazione con un cartone intorno; 2) dei cassetti che si aprono e da alcuni esce un suono; 3) dei jeans. Sì, JEANS, avete letto bene. Ci stiamo ancora chiedendo quale sia l’utilità e l’attrattività di pezzi di tal spessore, ma le risposte tardano ad arrivare. Forse perchè non ce ne sono. Dopo il piano superiore, che ha trasformato la nostra indifferenza verso il prodotto “comunicazione” in quasi-nervosismo nell’essere presi in giro in tal modo, ci dirigiamo al piano sotterraneo dove, ad onor del vero, il museo guadagna parecchi punti. E’ infatti suddiviso in sezione “radio“, “televisione“, “posta“, “telefoni” e “internet” con i prototipi anno per anno e l’evoluzione delle stesse dai primi agli ultimi modelli. Ovviamente è carino perchè stimola un po’ di curiosità verso quei modelli che non si conoscevano, si attribuiscono stranezza e risatine ai i primi strambissimi modelli, e si riconoscono anche i prodotti della propria infanzia/adolescenza/giovinezza, che a guardarli oggi sembrano già preistoria, quando all’epoca erano l’avanguardia più avanguardia che esisteva.

Visitate questo museo se: avete un’ora in cui non sapete proprio che fare, avete già lavorato, fatto la spesa, guardato il panorama, cazzeggiato su internet, pulito la cucina, dormito e, nonostante ciò, vi resta ancora un’ora libera. Allora e solo allora, per l’abbordabile cifra di 3 euro, ci potrebbe anche valere la pena.

Non visitate questo museo se: …in tutti gli altri casi di tempo libero. Fate altro.

Immancabile il mio contributo video girato al Museo della Comunicazione:

Francoforte