Il progetto e la realizzazione: si parte!

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Stazione centrale Francoforte

“Le comunico che è stata selezionata per il tirocinio MAE codice destinazione CONS 26 B. La pregherei di comunicarmi la sua accettazione entro il 30 marzo.”

Questa è l’email che ho ricevuto il 28 marzo in tarda mattinata dal Placement della mia università, ed è così che inizia il mio primo trasferimento, viaggio, esperienza all’estero.

Doveva essere metà gennaio quando sulla bacheca di facebook vedo, tramite Scambieuropei, il nuovo bando MAE-Crui, uno stage in una rappresentanza italiana all’estero della durata di 3-4 mesi. Sembrava un bel progetto, lo aveva già fatto un mio amico e decisi di dover fare qualcosa per uscire dal torpore invernale tipico di gennaio, e da un periodo non idilliaco dal punto di vista personale.  Uno di quelli in cui non hai niente da aspettare.

Oddio, in realtà mi stavo laureando, ma a me, da inguaribile ottimista quale sono, sembrava di non avere nulla da aspettare e sperare per il mio futuro.
C’erano sedi in tutto il mondo; per qualche secondo è stato carino sognare l’Australia o la Nuova Zelanda, ma siccome lo stage non permette alcun rimborso, ho fatto delle scelte in base a motivi seri, maturi e razionali: scegliere una nazione in cui gli uomini sono biondi e nordici! No, scherzo. Ho scelto in base ai miei studi (economia) le posizioni che richiedessero un’attività in quel campo, e avendo studiato il tedesco ed essendo germanofila, ho scelto sedi in Germania: Francoforte prima scelta ed Hannover seconda.

Avevo quasi finito la tesi ormai, ma quella mattina in particolar modo non avevo voglia di fare nulla e cercavo di cazzeggiare a morte al pc pur di non finire ciò che avevo iniziato. Nelle varie pagine FB dedicate al progetto, proprio quella mattina, vidi che molti ragazzi iniziavano a comunicare il fatto che erano stati accettati. Io, quindi, iniziai a perderci le speranze.
Poi arriva quella mail e mi folgora.
Tra l’altro, per l’emozione, non mi ricordavo neanche quel codice “CONS26B” a quale mia scelta fosse collegato, e non riuscivo più a trovare su internet neanche il bando. Per fortuna ci risalii trovando il mio foglio di scelte.
Da lì iniziò la comunicazione a famigliari, parenti e amici. Ma soprattutto passai tutto il giorno a camminare per casa a passo veloce avanti e indietro e decisi che dovevo assolutamente finire la tesi e laurearmi ad aprile.

All’incredulità, alla felicità e allo stravolgimento, si aggiunge anche un periodo di confusione e ansia. Confusione perché anche se è quello che ho sempre voluto, quando ci sei dentro davvero, è tutta un’altra storia. E’ una notizia che comunque stravolge i tuoi pensieri, le tue giornate, i tuoi progetti, la famiglia e non ultimo il sonno.

Ansia perché lo stage inizia il 2 maggio e le sedute di laurea da me iniziano sempre l’ultimo lunedì di aprile (che quest’anno è il 30 ovviamente) e vanno avanti per 4-5 giorni, e quindi non so se devo spostare l’inizio, dover rinunciare allo stage, o rinunciare alla laurea ad aprile per maggio. In tutti e tre i casi è un bel casino.

Dal giorno dopo inizia la ricerca della casa, inizialmente superficiale, in seguito disperata. Questo perché vedendo i tanti annunci su internet a alcuni contatti personali, ero sicura che avrei avuto mille occasioni in poco tempo. Nulla di più sbagliato, ovviamente. E’ una cosa molto più complessa di quanto credessi, e richiede molto tempo, soprattutto perché la gente non ti risponde, o cercano qualcuno per più tempo, o cercano di truffarti, o vogliono fissarti un appuntamento dal vivo ma tu non puoi andarci perché sei in Italia. Su circa 100 risposte mie ad annunci, ho avuto pochissimi contatti. Questo argomento l’ho approfondito molto nel post Cercare casa in Germania.

Nei giorni successivi ho concluso la tesi, consegnato i documenti e l’ho fatta rilegare in un’accoppiata di tamarrissimi ma originalissimi e bellissimi colori: seta grigio chiara, con scritte di bronzo.

Dall’altro lato c’è la mia Napoli, l’America’s Cup, la mega ZTL che sembra qualcosa di fantascientifico, tutta la città è a piedi a via Caracciolo e via Partenope, le giornate sono belle, e anche io mi butto in questa febbre da ZTL. Devo dire che è stupefacente vedere strade invase da bambini, pattinatori, ciclisti, podisti, gente allegra e simpatica, laddove fino a pochi giorni prima c’erano macchine su macchine. Le giornate sono bellissime, la ZTL anche e, sarà che sento di starla perdendo, ma Napoli non mi è mai sembrata così bella e la trovo meravigliosa più che mai.

Per sicurezza sposto la data di inizio dello stage, e il 26 aprile mi laureo in economia cum laude.

Il giorno della seduta ero emozionatissima, e nei giorni precedenti nervosa. Purtroppo non me la sono goduta come avrei voluto. Alla triennale ero molto più tranquilla, felice, mi divertii un sacco e ne avevo un bellissimo ricordo. Non vedevo l’ora di rifarlo. Purtroppo invece, questa volta non è stato così. Un veloce festeggiamento con gli amici e i parenti ad un bar vicino, e la sera immancabile pizza e spumante in famiglia.

Per il resto, la mancanza di sonno e i saluti hanno caratterizzato tutti i giorni successivi, e siccome sono la donna dell’ultimo minuto, di preparare la valigia non se ne parla neanche.

Il 1° maggio ho incontrato mia zia e mio cugino ad un bar e ho salutato loro.
Il 2 maggio sono andata in dipartimento all’università a salutare la relatrice della mia tesi; finalmente ho scambiato due chiacchiere senza l’ansia delle correzioni, della seduta, delle date, dell’aereo da prenotare ecc… Quando sono uscita da lì, dall’università, per l’ultima volta ho avuto la sensazione che davvero stava finendo, che fosse finita. Non l’avevo poi tanto realizzato prima, ma adesso sento davvero che una fase si è chiusa per sempre.
Tornando a casa incontro casualmente un mio caro amico che vive a Londra e ci scappa una pizza insieme per pranzo.
Nel pomeriggio, dopo la metro rotta e mille ostacoli, mi incontro con le amiche anche se solo per 5 minuti e saluto anche loro.
Il 3 maggio saluto Laura, amica che ha fatto l’erasmus in Germania, che ha ovviamente adorato quel periodo ed è la più sicura di tutte che sto andando incontro alla cosa più bella della mia vita. Ci siamo salutate sul lungomare, avevo voglia di rivederlo per l’ultima volta e ripassare lì una giornata gonfiandomi gli occhi di quel panorama spettacolare. Il 3 sera inizia anche la preparazione delle valigie, anche se poca roba.

Il 4 continuo a riempire le valigie come si riempie un tacchino “mbuttunat” (trad. italiana: ripieno) e vado a casa di Rita a ri-salutarla e salutare la famiglia. La sorella partorirà a breve e mi dispiace non esserci, speravo ce la facesse prima che partissi 🙁
Da brava donna dell’ultimo secondo, solo il 4 notte finisco le valigie, dopo averle fatte e disfatte decine di volte e stando a filo col peso. Alcune cose non potrò portarle perché non c’entra più uno spillo né nei 22 e passa chili del bagaglio (su un massimo di 23), né dei 7,8kg (su 8 di massima) del bagaglio a mano.

E domani si parte

Francoforte