Chicche inaspettate: acquisti (culinari e non) a Francoforte

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cibo Germania

Basta massacrare culinariamente la Germania! Non sanno mangiare. Non sanno cucinare. Non danno alcun valore ai pasti che non sia la mera funzione fisiologica. Storpiano i nomi italiani spacciandoli per tali. Spacciano prodotti per italiani quando italiani non sono. Questo è chiarissimo a tutti.
Ma… c’è un “ma”. Anche loro, ad onor del vero vendono delle vere e proprie chicche e delizie. Non sempre questi prodotti sono tedeschi, ma li vendono in tedeschia, quindi chapeau comunque!

In verità sono chicche che ho scoperto col tempo; all’inizio ero troppo scioccata dal non riconoscermi in nulla di ciò che vedevo per poter avere quell’elasticità mentale di abbracciarsi la croce e accogliere prodotti nuovi e mai assaggiati.

Innanzitutto iniziamo con le mini-schnitzel (mini-cotolette) che sono forse il piatto tipico della Germania, e che quando lo scegli non sbagli mai. Sai di star andando sul sicuro, e devo dire che sono veramente ottime. Queste mini poi, cucinate al forno vengono croccanti e gustose al punto giusto.
Le ho mangiate anche in ristorante tipico tedesco, accompagnate da una salsina altrettanto tipica che non era male, ma dopo un po’ stufava a mio modestissimo parere. Queste le trovate al reparto freezer di qualsiasi supermercato.

Un altro secondo che mi piaceva moltissimo erano le famigerate Frikadellen. Nient’altro che delle polpette, ma molto molto saporite. Per i tedeschi “saporite” significa “intrise di cipolla o aglio o spezie al più non posso”. Effettivamente queste aggiunte erano preminenti, ma sinceramente non andavano nè a coprirne il gusto nè a renderle disgustose. Daltronde se non le ho menzionate nel capitolo degli orrori culinari, ma in quello delle chicche, un motivo ci sarà. Sono fatte in tutti i modi, con cipolle, con aglio, vegetariane, normali, thai piccanti, alle erbe, ecc.

Con una certa diffidenza, dopo un mese ho trovato il coraggio di assaggiare le famigerate “Lasagne bolognese“. Mentre le cucinavo scrissi nel mio stato FB: “se non doveste più avere mie notizie entro stasera, avvertite la polizia e dite loro che ho mangiato le lasagne tedesche“. In verità è stato un acquisto che ho ripetuto più volte data la loro gustosità. Ovviamente avevano un aggiunta di grassi e consevanti e credo anche di colesterolo messo direttamente dentro a pezzi di cui non voglio approfondire. Ma a me interessava solo il sapore (e il non restarci secca) e devo dire che sono riusciti entrambi gli obiettivi.

Anche se di derivazione non tedesca, non posso non menzionare il cheddar che facevo sciogliere nelle frittate. E lo menziono perchè a Napoli l’ho trovato solo una volta in 4 anni che lo cerco. Era poi carino sperimentare vari prodotti stranieri, che in Italia non sperimento e che non sono neanche in vendita. E così ho comprato i Gyros greci (carne spezzettata) ma troppo speziata per i miei gusti, del formaggio danese da Rewe (ottimo), del piccante messicano (vabbè, giocava in casa qui) e il prosciutto spagnolo (che anche se spacciato per “Serrano”, un vero Serrano non era, o l’olio di Creta. Le patate poi sono veramente buonissime. Certo, se la cucina offrisse qualche specialità in più oltre al solito accoppiamento (schnitzel und kartoffeln) saremmo tutti più felici. Ma va bene anche così. Insuperabili erano anche le zuppe di asparagi o broccoli (per la modica cifra di 45cent a busta), oltre alle altre varietà di minestrine.

Quello che ho trovato un po’ strano nel fare la spesa sono le quantità. Non esistono porzioni piccole o medie. Tutte abbastanza grandi. Per esempio il burro: ci sono i pezzi da 125gr fino ai 500gr, ma scarseggiano quelle piccole. Che poi il burro, quando lo apri, lo puoi lasciare aperto 4-5 giorni al massimo. Mica potevo buttare ogni volta mattoni di burro dopo averne utilizzato un cucchiaino! Per fortuna, dopo un po’ ho trovato anche le confezioni da 25gr, ma erano rigorosamente 10 o 20 confezioni insieme. Una volta, alla cassa ho visto una signora riversare 10 mattoncini di burro da 250gr. In pratica stava comprando 2kg e mezzo di burro. La domanda era: che cazzo ce devi fa’???

Un’altra menzione con plauso poi, va al pane. Che oltre ad essere veramente buono, c’è in tantissime varietà e sembrava fresco anche comprato al pomeriggio. Nota dolente per ortaggi, frutta e verdura che, il più delle volte, presentano un sapore un po’ sciapo.

Ma arriviamo alla regina della cucina tedesca: i dolci. Ah, in effetti dovevo dire la birra, ma in quanto astemia ne ho assaggiata solo un goccio da mio fratello e niente più (ad onor del vero va detto che tutti l’hanno trovata superlativa e leggerissima. E poi costa meno dell’acqua). Ma torniamo ai dolci. Innanzitutto, non c’è centro commerciale che non abbia un reparto gigante dedicato a dolci, cioccolate e schifezzuole varie. Di tutte le marche, di tutti i gusti, di tutti i tipi, di tutte le varietà, di tutte le grandezze, di tutte le varianti, di tutti i colori, di tutti i prezzi. La cioccolata è superlativa, e io consiglio tre prodotti su tutti.  Queste barrette erano superlative. Non come le classiche barrette kinder. 100 volte di più.

E queste in tre varianti anche erano super. Ci sono con ripieno di crema di nocciole, di cioccolata o cocco.

Il terzo prodotto erano delle barrette di muffin al cioccolato della Aldi, ma non trovo la foto su internet.

Infine, la regina delle regine è stata lei!!! La mia amatissima e ricercatissima crema di cioccolata bianca spalmabile. In parole povere, come la nutella, ma bianca. Non come quella cosa ibrida mezza bianca e mezza cioccolata che si vende in Italia, che dopo due cucchiaini la cioccolata scura si riversa su quella bianca e ciao cioccolata bianca. Questa era tutta, piena e di altissima qualità!!! Costava 3 o 4 euro, ma se ne fosse costati 25 li avrei spesi senza batter ciglio!

Specialità MAI trovata in Italia, chiesta anche in cioccolaterie, in bar, in posti artigianali, perfino a delle ragazze di Alba (sede della Ferrero). Cercata in quei templi viventi della cioccolata nelle città di Bruxelles e Bruges dove col cioccolato non si scherza. In Svizzera, ma niente! Cercata a New York dove “si trova tutto”. Tutto, tranne la cioccolata bianca che si spalma. E poi me la trovo lì, di fronte ai miei occhi per la prima volta nella mia vita dopo anni di ricerche inutili. Da Kaufhof. Avevo adocchiato il reparto “creme spalmabili” ovviamente giganti, c’erano talmente tante varianti di creme che ho pensato “se non la trovo qua, non la troverò mai più da nessun’altra parte”. E infatti c’era. Blasfemamente posizionata tra la cioccolata bianca alle fragole e altre amenità simili.

Tra le altre oscenità culinarie mi sono venute in mente il succo di pomodoro (da bere come bevanda) e il succo di vegetali. Sì, di vegetali. Sì, da bere.

Fra gli altri prodotti devo menzionari le solite marche di prodotti da bagno (Nivea, Fructis, ecc…) che presentano dei prodotti anche diversi e ottimi, oltre a quelli già presenti in Italia. Con una nota positiva. La spuma che uso io e che non posso nominare per non fare pubblicità (Fructis) da DM costa 1,95€ e a Napoli 5,10€. Mi sembra un motivo sufficiente per fare scorte tedesche.

Fra gli acquisti totalmente inutili ma che strappano un sorriso ci sono il portabanana (ce l’ha la catena Rewe) e le varie tavolette del water (queste ci sono ovunque) coloratissime e con dei disegni sopra. Dalla notte stellata, alle foto, ad un motivo totalmente leopardato, alle palme e spiaggia tropicali.

Francoforte
  • Mony Mony

    Ciao potresti dirmi la marca della cioccolata bianca da spalmare ? e l’ indirizzo con il nome del negozio che la vende ? Grazie

    • germanialand

      Ciao, io la trovo in praticamente tutti i supermercati in cui vado, come marche mi ricordo Nusco o Brinkers, ma basta che vai in qualsiasi REWE, SKY, Kaufhof, Karstadt al reparto di marmellate e cioccolate e la trovi sicuramente. Fammi sapere

  • Diana

    ah ah ah post meraviglioso!!!