Il grande incompreso. Ovvero, il sugo alla genovese in Germania

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pasta genovese napoletana

Purtroppo per loro, gli altri Paesi europei in cucina non ci sanno fare. Questa è una triste realtà. Siamo gli unici detentori della VERITA’ in ambito culinario (si scherza eh), sia per quanto riguarda il cucinare in senso stretto che per il modo di stare a tavola o di trattare gli attrezzi da cucina. Va bene, ce ne faremo una ragione.

I miei genitori, quando hanno fatto una fugace apparizione in loco per venirmi a trovare, da bravi napoletani DOC mi hanno portato della roba da mangiare fatta in casa, sughi alla genovese e sughi alla bolognese (purtroppo la pizza appena sfornata è difficile da far trasportare qui in condizioni ottimali, ma anche sub-ottimali).

Due sere fa è arrivato il gran giorno del sugo alla genovese, sapore di casa finalmente. “Farò un figurone agli occhi dei coinquilini” mi illudevo.

Parte 1) Ceno tutta fiera del mio sugo arancione nel piatto, quando mi si avvicina il coinquilino francese (che da quando ha scoperto che mangio cose buone, fa sempre capolino in cucina quando mangio per essere invitato ad assaggiare). M’impettisco sempre più fiera del fatto che lui guardi curioso nel piatto, e con superbia italica gli chiedo “vuoi assaggiare?”.

Lui: “sì, carbonara, eh?”.
Io: (COSAAAAAAAA???) “no, veramente questa è GE-NO-VE-SE”.
Assaggia tutto entusiasta e resta esterrefatto per la bontà.

Parte 2) In serata vengono i suoi amici francesi a casa e lui elogia pubblicamente il mio sugo agli astanti. Un amico sembra intendersene “ah, il sugo alla genovese, ho capito, il pesto”.
Io: “no, è un altro sugo alla genovese, però bravo anche il pesto è genovese”.
Lui. “sì ho capito quale hai fatto, è buono quello, il pesto alla genovese, io lo compro al supermercato, è (pronuncia francese) Barillà”.
Io: “sì è vero il pesto Barilla c’è al supermercato ma io ho fatto un altro tipo di sugo NON il pesto, che poi è verde, il mio era più sul rosso-arancione con la carne e le cipolle”.
Lui: “ah sì, c’è anche quello al supermercato il pesto rosso di Barillà” (aridaglie col pesto).
Io: “sì ma comunque non è lo stesso, il pesto è ba-si-li-co, la genovese che ho fatto io è carne e cipolla. Due cose DI-VER-SE” (vaglielo a spiegare che poi il pesto rosso è siciliano, o almeno così lo chiamano).

Parte 3) Il giorno dopo, a cena, mangio quel che resta della genovese del giorno prima. Stavolta incontro tedesco e tedesca coinquilini che disdegnano la mia offerta di assaggio. Mentre mangio, però, tedesca mi guarda nel piatto e mi chiede se ne può prendere uno (ma poi perchè uno di numero? che assaggi con uno, prendi una forchettata no? Vabbè.) Mi impettisco di nuovo come la sera precedente, e con un certo rispetto verso di lei che non ha azzardato a definirla “carbonara”. Finisce il suo misero assaggio compiaciuta: “hmmm, buono. Col tonno giusto?”. Sospiro avvilita e sorridendo “no, non è tonno, è carne e cipolle”. Lei: “ah, pensavo fosse tonno, ahahahah”.  Ah-ah-ah-ah 🙁

Genovese, gli altri non ti meritano.

Francoforte
  • Diana

    ma l’abitudine di mangiare QUALSIASI TIPO DI PASTA con il CUCCHIAIO? ne vogliamo parlare????

    • Io ho visto cose che solo in Germania si possono vedere e se le racconti non ti credono

  • Lo so, è dura, cara connazionale…. Non ci ho dormito le notti finchè insanamente partorii questo (un ardito esperimento di cucina giornalistica):
    http://retiglocali.it/letteredallagermania/2012/06/02/vi-prego-fermateli/

    Il primo di una lunga serie (purtroppo)… 🙂

  • imma

    ..ma hai detto ai tuoi cari coinquilini che la genovese può comportare anche dei problemini orali??? :D!

  • lauralilo83

    sei sempre il mio genio. mi fai morire quando racconti le cose!!!!

  • Valentina Battaglia

    …e che commento vuoi che lasci, Serè! ahahaah! l’ironia del gap costumistico è già di per sé eloquente…! <3 W la buona cucina! E ricordati, please, che io vivo in una nazione il cui piatto tipico è merluzzo e patatine fritti!