Io: immigrata, turista e cittadina

2
revolution fermata metro BCE

Qualche giorno fa mi è venuta la voglia e la fretta di vedere quello che non ho ancora visto, fare quello che non ho ancora fatto, stilare liste di cose da fare/vedere, riempirmi le giornate al massimo e vivermi di più la città, cosa che, purtroppo, ho un pochino trascurato.

Duomo Francoforte

Duomo Francoforte

E così per tutto il pomeriggio sono andata in giro a zonzo, con e senza mèta.
Il mio obiettivo principale era quello, all’alba dei due mesi, di iscrivermi ad un corso di lingua tedesca. Così sono andata da brava immigrata in una delle 200 scuole di lingua qui presenti. Gli altri corsi che avevo preso in considerazione finora avevano tutti dei difetti. Principalmente gli orari, incompatibili col mio lavoro. Secondariamente il costo, alcuni proibitivi. In terzo luogo le date di inizio che non hanno mai coinciso con le mie esigenze. In ultimo, quando le tre categorie sopracitate sembravano andare bene, erano troppo lontani da raggiungere. Ovviamente anche questa mia ultima spiaggia non è andata a buon fine, ma almeno mi sono tolta ogni dubbio. Quando sono entrata in quella scuola di lingua mi è sembrato di tornare a quando studiavo al Goethe, però qui c’erano studenti di tutto il mondo e di tutti i colori. Per sfizio sono andata a leggere le composizioni delle classi e c’era veramente gente da tutto il mondo, dall’Australia al Kenya, dalla Lituania alla Spagna, dall’Argentina all’Ucraina. Sarebbe stata sicuramente una bella esperienza frequentare un corso qui con questo tipo di multiculturalità. Ma tant’è. Un tizio che mi aveva contattata per il tandem partner, dopo avergli dato l’assenso non si è più fatto sentire. E’ destino insomma.

Dopodicchè mi sono messa a girare per zone di Francoforte che non avevo visto e stazioni della metro. Devo dire che sono molto carine, molte hanno tanta personalità – il contrario di ciò che pensavo della città all’inizio che ero qui – e rispecchiano il tipo di zona di cui fanno parte, con pubblicità alle stesse zone.

Duomo Francoforte

Duomo Francoforte illuminato

Infine il mio giro si è concluso andando in biblioteca. Ero curiosa di vedere qui come fosse organizzata dato che a Napoli ero frequentatrice assidua di sale studio. L’edificio dentro è tutto moderno, tutto squadratissimo, tutto in stile minimale. E’ superfluo dire che sia tutto pulito e ordinato. I libri invece sono vecchi, anche tanto vecchi. Però giri tra gli scaffali come ti pare, provi quello che vuoi, leggiucchi tutto e tutto è a disposizione di tutti. Io mi sono accostata ai libri di viaggio e alla grammatica tedesca. Però ci sono anche reparti immensi di cd e dvd che puoi comodamente prendere, portare a casa e copiarli ascoltarli.

Le fotocopie sono incluse nella tessera di ingresso che fai, così come l’accesso ad internet e alle credenziali per usare il wireless ovunque. La sala studio, devo dire, è piccola. Tutta bianca con finestre grandi su tre lati. E i ragazzi non sono neanche così silenziosi. Certo, non è che urlano. Ma parlicchiano e si sente. A Napoli in biblioteca siamo più silenziosi, davvero non vola una mosca, tzè.
Qualcuno si è tolto anche le scarpe sotto al tavolo, e si possono consultare testate giornalistiche e riviste di tutto il mondo. Infine c’è una specie di saletta circolare, all’ultimo piano che domina la biblioteca; ha delle sedute, ma è una cosa che sta lì in mezzo così. Io credevo fosse una specie di saletta antistante l’ascensore per scendere. E invece no, non c’è niente. Così mi sono chiesta a che cacchio serve una cosa del genere, isolata, che domina tutto, senza banchi e di fronte ad una parete. Mi piace pensare che sia una specie di pensatoio. E mi piace che qualcuno abbia pensato a costruire un pensatoio. Mi sa che ci dovrò andare per interrogarmi del mio futuro.

Uscendo di lì mi sono sentita studentessa, chissà come sarebbe stato studiare lì. Ma perchè cacchio la mia università non aveva Francoforte come sede erasmus, ma Chemnitz, Bratislava e un posto nella culandia romena???